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Partito D'Azione

Partito d'Azione

Il Partito d'Azione (PdA) è stato fondato nel luglio 1942 dalla confluenza di:
- ex militanti del movimento di Giustizia e Libertà, come Emilio Lussu e Alberto Tarchiani;
- esponenti di area democratico-liberale, come Ferruccio Parri, Luigi Salvatorelli e Ugo La Malfa;
- esponenti di tendenza liberal-socialista, come Guido Calogero e Aldo Capitini;
- repubblicani di sinistra, come Oronzo Reale. Nel febbraio 1946, la corrente di ispirazione democratico-radicale del PdA, rappresentata da Ferruccio Parri, Ugo La Malfa, Adolfo Omodeo, Guido De Ruggiero, esce dal partito e costituisce il Movimento per la Democrazia Repubblicana, che alle elezioni del 2 giugno presenta le sue liste con la denominazione di Concentrazione Democratica Repubblicana (CDR) e che successivamente, nel 1948, confluisce nel Partito Repubblicano Italiano. Il 6 aprile 1947, il PdA delibera il proprio scioglimento. La maggioranza dei suoi esponenti, come Alberto Cianca, Francesco De Martino, Vittorio Foa, Riccardo Lombardi, Emilio Lussu, confluisce nel Partito Socialista Italiano nell'ottobre 1947. La minoranza aderisce in seguito al Partito Socialista dei Lavoratori Italiani, come Piero Calamandrei, o al Partito Repubblicano Italiano, come Oronzo Reale. Categoria:Partiti politici italiani (passato)

Luglio

Luglio è il settimo mese dell'anno secondo il calendario gregoriano, consta di 31 giorni.
Luglio: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31
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Giustizia e Libertà

Giustizia e Libertà fu un movimento politico fondato a Parigi nel 1929 da un gruppo di esuli antifascisti, tra cui emerse come leader Carlo Rosselli. Il movimento era composito per tendenze politiche e provenienza dei componenti, ma era comune la volontà di organizzare un’opposizione attiva ed efficace al fascismo, in contrasto con l’atteggiamento dei vecchi partiti antifascisti uniti nella Concentrazione, giudicato debole e rinunciatario. “Provenienti da diverse correnti politiche, archiviamo per ora le tessere dei partiti e fondiamo un’unità di azione. Movimento rivoluzionario, non partito, “Giustizia e libertà” è il nome e il simbolo. Repubblicani, socialisti e democratici, ci battiamo per la libertà, per la repubblica, per la giustizia sociale. Non siamo più tre espressioni differenti ma un trinomio inscindibile”: così si apre il primo numero del periodico pubblicato dal gruppo. L’obiettivo di Giustizia e Libertà era quindi quello di preparare le condizioni per una rivoluzione antifascista in Italia che non si limitasse a restaurare il vecchio ordine liberale. ma in grado di creare un modello di democrazia avanzato e al passo con i tempi, aperto agli ideali di giustizia sociale, che sapesse inserirsi nella realtà nazionale e in particolare raccogliesse l’eredità del Risorgimento. Riprendendo le idee di Piero Gobetti, di cui era stato collaboratore, Rosselli considera il fascismo una manifestazione di antichi mali della società italiana e si propone quindi non solo di sradicare il regime mussoliniano, ma anche di rimuovere le condizioni politiche, sociali, economiche e culturali che lo avevano reso possibile. Il movimento Giustizia e Libertà svolse anche un’importantissima funzione di informazione e sensibilizzazione nei confronti dell’opinione pubblica internazionale, svelando la realtà dell’Italia fascista che si nascondeva dietro la propaganda di regime, in particolare grazie all’azione di Gaetano Salvemini, che era stato l’ispiratore del gruppo e il maestro di Rosselli.

Il ruolo di Giustizia e Libertà nella Guerra civile spagnola

Nel febbraio 1936, dopo un periodo di grandi difficoltà politiche e sociali (moti rivoluzionari duramente repressi, sospensioni delle libertà civili, drammatiche condizioni sociali della popolazione nel quadro di un sistema economico ancora semi-feudale) in Spagna il Fronte popolare vinse le elezioni. Le forze reazionarie passarono presto al contrattacco: nel luglio i militari di stanza in Marocco, guidati dal generale Francisco Franco, attuarono un pronunciamiento (colpo di stato militare) contro il governo repubblicano. I militari, che speravano in una vittoria facile e breve, si trovarono contro una massiccia resistenza popolare che riuscì in poco tempo a fermare l’avanzata delle truppe ribelli e a riequilibrare la situazione. Anche una parte dello stesso esercito (marina e aviazione) si schierò con la Repubblica. Mentre i governi democratici restavano indifferenti, furono gli intellettuali e i militanti antifascisti di tutta Europa che si sentirono in dovere di portare il loro contributo alla lotta dei repubblicani spagnoli. Tra questi ovviamente Giustizia e Libertà fu da subito in prima linea. Rosselli convocò tempestivamente una riunione dei gruppi antifascisti per organizzare un’azione comune. In un primo tempo però il partito comunista e il partito socialista decisero di non intervenire in Spagna per non creare problemi politici al governo repubblicano. Così Giustizia e Libertà decise di agire autonomamente insieme ad altri gruppi antifascisti minori (socialisti massimalisti, anarchici ) e, grazie alla disponibilità della CNT-FAI, il sindacato anarchico che organizzava la resistenza in Catalogna, venne creata una colonna italiana, sottoposta al comando anarchico ma aperta ad antifascisti di tutte le tendenze politiche. Rosselli se ne assunse la direzione. Solo successivamente, dopo l’appoggio dell’URSS ai repubblicani spagnoli e la nascita delle Brigate internazionali, i partiti comunista, socialista e repubblicano si accordarono per formare una legione unitaria, la Brigata Garibaldi, che operava lontano dalla Catalogna. La formazione di Rosselli si trovò così isolata e, con la militarizzazione della resistenza popolare, si aprirono contrasti tra gli anarchici intransigenti, insofferenti a ogni disciplina, e lo stesso Rosselli. Quest’ultimo, che nel frattempo si era ammalato, decise di lasciare la Spagna temporaneamente per curarsi, ma, poco dopo il suo rientro in Francia, venne ucciso insieme al fratello Nello Rosselli da sicari fascisti.

La Resistenza in Italia e il Partito d'Azione

Giustizia e Libertà fu attivissima nell'organizzare bande di partigiani dopo l'8 settembre 1943. Numericamente, le bande di GL (dette "gielline" o "gielliste") furono seconde dietro alle bande che si chiamavano garibaldine, riconducibili al partito comunista. I partigiani giellini si riconoscevano per fazzoletti di colore verde. Tra i personaggi più importanti di GL durante la Resistenza si possono ricordare Ferruccio Parri, nominato dal Comitato di Liberazione Nazionale (CLN) comandante militare unico della Resistenza, Ugo La Malfa, Emilio Lussu, Riccardo Lombardi, nominato nel 1945 prefetto di Milano dal CLN dell'Alta Italia (CLNAI). Nel gennaio 1943 fu costituito il Partito d'Azione, da componenti di GL e da altri uomini politici di orientamenti liberal-socialisti, repubblicani, socialisti e democratici. Durante la guerra partigiana, il Partito d'Azione rappresentò l'organizzazione politica a cui facevano riferimento i combattenti partigiani di GL. Esso riuscì a presentarsi come un partito che lottava per un cambiamento radicale della società italiana, rompendo con intransigenza ovviamente con il fascismo ma anche con l'Italia pre-fascista, in questo contrapponendosi ai liberali, per una società laica e secolarizzata, contrapponendosi ai democristiani, e per una società democratica progressista ma pluralista e con ordinamenti politici liberali, in questo contrapponendosi ai comunisti in quel periodo ancora saldamente legati all'Unione Sovietica. Per questi motivi distintivi riuscì a raccogliere vasti consensi tra le persone desiderose di combattere contro il nazi-fascismo, caratterizzandosi comunque come un movimento piuttosto elitario. Tuttavia, in questi anni si manifestò sempre più l'eterogeneità ideologica del movimento che portò in seguito a divisioni e alla diaspora. All'interno di GL si possono ravvisare in quegli anni due maggiori correnti, una di sinistra, di idee molto vicine a quelle del Partito Socialista soprattutto in economia, in cui si possono includere Emilio Lussu, Riccardo Lombardi ed ex comunisti come Leo Valiani e Manlio Rossi Doria (usciti dal PCI nel 1939 in seguito al patto Molotov-Ribbentrop), e una di destra, con orientamento più moderato specialmente in economia, con Ugo La Malfa come personaggio più rappresentativo, insieme a Mario Paggi, Alessandro Galante Garrone e altri. Questa divisione interna si manifesterà insanabile a guerra terminata.

Esponenti

Esponenti di spicco del movimento:
- Carlo Rosselli
- Nello Rosselli
- Gaetano Salvemini
- Piero Gobetti
- Emilio Lussu
- Ugo La Malfa
- Alberto Tarchiani
- Alberto Cianca

Voci correlate


- Antifascismo
- Guerra civile spagnola
- Resistenza italiana
- Partito d'Azione Categoria:Movimenti politici Categoria:Storia d'Italia

Ferruccio Parri

Ferruccio Parri (Pinerolo, 19 gennaio 1890 - Roma, 8 dicembre 1981) fu Presidente del Consiglio dei Ministri Italiano nel periodo:
26 aprile 1945 - 24 novembre 1945
È stato nominato senatore a vita nel 1963. Parri, Ferruccio Parri, Ferruccio Nenni, Pietro

Ugo La Malfa

Ugo La Malfa (Palermo, 16 maggio 1903 - 26 marzo 1979) è un uomo politico italiano.

Biografia (prima del '45)

Trasferitosi a Venezia dopo aver completato gli studi secondari, iscrivendosi a Ca' Foscari alla Facoltà di Scienze diplomatiche e consolari. Fra i suoi docenti, Silvio Trentin e Gino Luzzatto. Fin dagli anni dell'Università ha contatti con il movimento repubblicano di Treviso e con altri gruppi antifascisti. Nel 1924 si trasferisce a Roma. Partecipa alla fondazione dell'Unione goliardica per la libertà. Il 14 giugno del 1925 interviene al primo congresso dell'Unione nazionale democratica fondata da Giovanni Amendola. Il movimento amendoliano è in seguito dichiarato fuori legge: il giovane La Malfa figura nella "Pentarchia" che ha lo scopo di porre in liquidazione il movimento. Si laurea nel 1926 con una tesi dal titolo: Di alcune caratteristiche giuridiche del contratto della giurisdizione, dell'arbitrato, della conciliazione nei diritti intersindacale, interindividuale ed internazionale. Il suo relatore è Francesco Carnelutti. Nel 1926, durante il servizio militare, viene trasferito in Sardegna per aver diffuso la rivista antifascista Pietre. Nel 1928 viene arrestato nel quadro delle retate seguenti all'attentato alla Fiera di Milano. Nel 1929 entra all'Enciclopedia Treccani come redattore: qui lavora sotto la direzione del filosofo Ugo Spirito; nel 1933 viene assunto da Raffaele Mattioli a Milano, nell'ufficio studi della Banca Commerciale Italiana del quale diviene direttore nel 1938. In questi anni lavora intensamente, soprattutto con funzioni di raccordo fra i vari gruppi dell'antifascismo, per costituire una rete che confluisce nel Partito d'Azione, di cui egli sarà uno dei fondatori. Il 1 gennaio 1943 La Malfa e l'avvocato Adolfo Tino riescono a pubblicare il primo numero clandestino de L'Italia Libera; nello stesso anno La Malfa deve lasciare l'Italia per sfuggire ad un arresto della polizia fascista. Trasferitosi a Roma, prende parte alla Resistenza e rappresenta il PdA in seno al CLN.

Dopo il '45

Nel 1945 assume il dicastero dei Trasporti nel governo guidato da Ferruccio Parri. Nel seguente governo Alcide De Gasperi, è nominato ministro per la Ricostruzione e in seguito ministro per il Commercio con l'estero. Nel febbraio del 1946 si tiene il primo congresso del Partito d'Azione, nel quale prevale la corrente filosocialista facente capo a Emilio Lussu: La Malfa e Parri lasciano il partito. A marzo, La Malfa partecipa alla costituzione della Concentrazione democratica repubblicana che si presenta alle elezioni per la Costituente del giugno 1946: La Malfa risulta eletto insieme a Parri. Nel settembre dello stesso anno, incoraggiato da Pacciardi, La Malfa aderisce al Partito Repubblicano Italiano (Pri); si scontra, intorno agli indirizzi politico ed economici della storica formazione, con l'ostilità della vecchia guardia, rappresentata soprattutto da Giovanni Conti. Nel giugno del 1947, dichiara che il partito avrebbe dovuto sostituire al "Mazzini mistico", un "Mazzini concreto". Nello stesso anno assume, insieme con Belloni e Reale, la segreteria provvisoria del Pri. Rieletto parlamentare nel 1948, viene confermato in tutte le successive legislature; è nominato ministro in vari governi. Nel 1950, assume l'incarico di ministro senza portafoglio col compito di procedere alla riorganizzazione dell'IRI. Fondamentale per i destini dell'economia italiana, l'opera da lui portata a termine, nel 1951, in veste di ministro del Commercio estero, per la liberalizzazione degli scambi e per la soppressione dei contingentamenti alle importazioni. Il decreto sulla liberalizzazione apre la strada al "boom" economico italiano. Nel 1952 propone, senza successo, una "Costituente programmatica" tra i partiti laici; dal 1956, insieme al Pri, sostiene l'idea di una riunificazione socialista. Nel 1957 i repubblicani ritirano l'appoggio esterno al governo Segni; Randolfo Pacciardi lascia la direzione del partito. Nel 1959 La Malfa assume la direzione de La Voce Repubblicana. Nel 1962 è nominato ministro del Bilancio nel primo governo di centrosinistra, presieduto da Fanfani con l'astensione socialista. Nel mese di maggio presenta la Nota aggiuntiva, che fornisce una visione generale dell'economia italiana e degli squilibri da cui è caratterizzata, delineando inoltre gli strumenti e gli obiettivi di un regime di programmazione. Deve affrontare l'ostilità dei sindacati e di Confindustria. Nello stesso anno concorre alla decisione del governo di nazionalizzare l'industria elettrica. Nel marzo del 1965 è eletto segretario del Pri in occasione del 29esimo congresso repubblicano. Nel 1966, La Malfa e l' amico di antica data, Giorgio Amendola, comunista, figlio di Giovanni, aprono un dibattito di vasta eco: il leader repubblicano invita la sinistra a lasciare la sua vecchia ortodossia, ponendosi dunque come forza in grado di sviluppare un approccio pragmatico. Nel 1970, dopo la caduta del terzo governo Rumor, La Malfa rifiuta l'invito di Emilio Colombo ad assumere la carica di ministro del Tesoro: per il leader repubblicano il governo non è stato in grado di delineare un piano strategico di finanziamenti per le riforme dell'università, della sanità, dei trasporti e della casa. Nel quarto governo Rumor (1973), La Malfa assume l'incarico di ministro del Tesoro; blocca la strada alla richiesta di aumento del capitale della Finambro, aprendo la strada al fallimento delle banche di Michele Sindona. Nel febbraio dell'anno seguente si dimette dall'incarico a seguito di contrasti col ministro del Bilancio. In dicembre è vicepresidente del quarto governo Moro (bicolore Dc - Pri). Nel 1975 assume la presidenza del Pri; Biasini ne diviene segretario. Nel 1976, vincendo le resistenze della sinistra repubblicana, La Malfa porta il partito nella Federazione dei partiti liberali e democratici europei (attuale ELDR). Nel 1978 la sua azione risulta determinante nella decisione italiana di aderire al Sistema monetario europeo. Nel 1979, è il primo laico ad essere incaricato Presidente del Consiglio ma la formazione del Governo non gli riesce, poco dopo è vicepresidente del governo Giulio Andreotti e ministro del Bilancio. Il 24 marzo è colpito da emorragia cerebrale. Muore il 26 marzo del 1979. La Malfa, Ugo La Malfa, Ugo

Aldo Capitini

Aldo Capitini (Perugia 23 dicembre 1899 - 19 ottobre 1968) fu un intellettuale, un pacifista, un antifascista, sicuramente uno tra i primi in Italia a cogliere e a teorizzare il pensiero gandhiano.

Cenni biografici

Nato in una famiglia modesta, si dedicò dapprima agli studi tecnici per necessità economiche e, in seguito, a quelli letterari come autodidatta. Lesse D'Annunzio, Marinetti, Boine, Slataper, Jahier, Ibsen, Leopardi, Manzoni, la Bibbia, Gobetti, Michelstaedter, Kant, Kierkegaard, profondamente influenzato dal Vangelo, San Francesco, Mazzini, Tolstoj e Gandhi. Nel 1924 vinse una borsa di studio presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, nel curriculum universitario di Lettere e Filosofia.
Nel 1930 fu nominato segretario della Normale, ma nel 1932 fu costretto da Giovanni Gentile ad abbandonare il suo posto in seguito al rifiuto della tessera del Partito Nazionale Fascista. L'anno successivo fece ritorno a Perugia.
Nel periodo di tempo tra il 1932 e il 1934 Capitini compì numerosi viaggi a Roma, Firenze, Bologna, Torino e Milano per incontrare numerosi amici antifascisti e intessere in questo modo una fitta rete di contatti.
Nel 1936 conobbe Benedetto Croce.
Nel 1938 incontrò Piero Martinetti.
Nel 1942 fu arrestato in una retata della polizia del regime. Durante il soggiorno in carcere il movimento antifascista decise di costituirsi in partito (Partito d'Azione). Tale scelta fu deprecata da Capitini, che contestava sia i metodi di resistenza armata, sia gli intenti a cui i partiti sono votati: la conquista del potere. Tale fine era contrario all'impegno di educazione delle moltitudini che Capitini intendeva perseguire.
Nel 1944 fu costretto a nascondersi nella campagna umbra per non essere deportato in un lager nazista. Nel secondo dopoguerra organizzò a Perugia i COS (Centri di Orientamento Sociale), con i quali cercò di attuare la sua idea di democrazia dal basso e di potere di tutti (idea che divenne centrale nell'ultima fase della sua riflessione). I COS erano assemblee popolari nelle quali i cittadini discutevano di problemi amministrativi e politici. Si diffusero in altre città del centro-sud, ma non durarono molto, anche per l'ostilità dei partiti.
Creò inoltre i COR (Centri di Orientamento Religioso) ed il Movimento di Religione, in collaborazione con Ferdinando Tartaglia, singolare figura di sacerdote scomunicato ed audace teologo, il cui pensiero ha significativi punti di contatto con quello di Capitini.
Nel 1952 contribuisce con le sue idee ed aspirazioni alla nascita dell'Associazione Vegetariana Italiana. Il 24 settembre 1961 fu organizzata la prima marcia Perugia-Assisi.
Morì per delle complicanze in un intervento chirurgico il 19 ottobre 1968

Il pensiero

Aldo Capitini aveva l'abitudine di definirsi un 'religioso laico'. Egli accomunava la religione alla morale in quanto essa critica la realtà e la spinge al cambiamento in positivo. Quella di Capitini era un'opposizione religiosa al fascismo. Il sentimento religioso, inoltre, nasce nei momenti di difficoltà e sofferenza, in particolare nel rapporto individuale con la morte. L'idea di laicità nasceva dal distacco di Capitini dalla Chiesa Cattolica, complice del regime: egli sosteneva che col Concordato del 1929 la Chiesa avesse legittimato il potere di Mussolini dimenticando le violenze squadriste e, in tal modo, lo sostenesse garantendo la sua moralità di fronte alla maggior parte della popolazione che riponeva fiducia nell'istituzione religiosa. Capitini arrivò persino a scrivere al vescovo di Perugia chiedendo l'annullamento del proprio battesimo in segno di non-collaborazione. Col termine persuasione, ripreso da Carlo Michelstaedter, Capitini indicava la fede, la profonda credenza in determinati valori ed assunti. Lapertura è l'opposto della chiusura conservatrice ed autoritaria del Fascismo, e l'elevazione dell'anima verso l'alto e verso Dio. Un concetto chiave nella filosofia capitiniana era la compresenza di tutti gli esseri, dei morti e dei viventi, legati tra loro ad un livello trascendente, uniti e compartecipi nella creazione di valori. Nella vita sociale e politica la compresenza si traduce in omnicrazia, o governo di tutti, un processo in cui la popolazione tutta prende parte attiva alla decisioni e alla gestione della cosa pubblica. Non può mancare il concetto di nonviolenza, un ideale nobile, sinonimo di amore, coerenza di mezzi e fini, la forza in grado di sconfiggere il Fascismo. Capitini teorizza anche il liberal socialismo con dei contenuti che non hanno nulla a che vedere con l'opera di Carlo Rosselli. Per liberalismo intende il libero sviluppo personale, la libera ricerca spirituale e produzione di valori. Il socialismo è la realizzazione nel lavoro, l'assistenza fraterna dell'umanità lavoratrice soggetto corale della storia. L'educazione profetica è quella di colui che, con uno sguardo al futuro, è capace di criticare la realtà sulla base di valori morali, anche a costo di sembrare fuori dal suo tempo. Con l'espressione civiltà pompeiana-americana intende biasimare la mentalità materialista che vede del lusso e nel possesso la realizzazione dell'uomo. Il "tempo aperto" è il tempo libero che ognuno potrebbe destinare alla discussione, alla socializzazione, al raccoglimento, all'elevazione spirituale.

Bibliografia

Principali libri di Capitini


- 1937 Elementi di un'esperienza religiosa, Laterza, Bari.
- 1942 La vita religiosa, Cappelli, Bologna.
- 1943 Atti della presenza aperta, Sansoni, Firenze.
- 1948 La realtà di tutti, Arti Grafiche Tornar, Pisa.
- 1955 Religione aperta, Guanda, Modena.
- 1967 Le tecniche della nonviolenza, Feltrinelli, Milano (rist. Linea D'Ombra, Milano 1989).
- 1968 Il potere di tutti, La Nuova Italia, Firenze.

Libri su Capitini


- Rocco Altieri,
La rivoluzione nonviolenta. Biografia intellettuale di Aldo Capitini, BFS edizioni
- Antonio Vigilante,
La realtà liberata. Escatologia e nonviolenza in Capitini, Edizioni del Rosone, Foggia 1999.
- Federica Curzi,
Vivere la nonviolenza. La filosofia di Aldo Capitini, Cittadella, Assisi 2004. Capitini Capitini

Oronzo Reale

Oronzo Reale (Lecce, 24 ottobre 1902 - Roma, 5 agosto 1988), uomo politico italiano e Ministro della Repubblica. È stato membro (e segretario) del Partito Repubblicano Italiano. Reale Reale Reale

1946

Eventi


- Gennaio - All'inizio dell'anno 100.000 soldati americani si trovano ancora in Cina, a sostegno delle forze nazionaliste di Chang Kai-shek. Il loro compito è ufficialmente quello di disarmare e rimpatriare i soldati giapponesi dispersi sul territorio cinese, ma molto spesso questi stessi giapponesi combattono a fianco degli americani contro le forze comuniste. Come scrisse il presidente Harry Truman: «Era perfettamente chiaro per tutti noi che se avessimo detto ai giapponesi di deporre immediatamente le armi e di abbandonare le loro postazioni, l'intero paese sarebbe stato conquistato dai comunisti. Per questo dovemmo prendere l'insolita decisione di utilizzare le unità nemiche come forze di guarnigione finché non fummo in grado di trasportare per via aerea le truppe nazionaliste nella Cina meridionale e di inviare i marines a presidiare i porti del paese». [H. Truman, Memorie, Milano-Verona 1956].
- Gennaio - In Italia si tiene il congresso del Partito Comunista Italiano, guidato da Palmiro Togliatti, in netta crescita di consensi.
- 10 gennaio - Londra: prima Assemblea Generale delle Nazioni Unite
- 31 gennaio - La Jugoslavia adotta la nuova costituzione federale, sul modello di quella sovietica: si costituiscono le repubbliche di Bosnia-Erzegovina, Croazia, Macedonia, Montenegro, Serbia e Slovenia.
- 23 febbraio - A Torino, Vittorio Valletta è nominato presidente e amministratore delegato della FIAT, malgrado compaia tra le personalità accusate di collaborazionismo col regime fascista. Vicepresidente è Giovanni Agnelli.
- 2 marzo - Ho Chi Min è eletto presidente del Vietnam del Nord.
- 5 marzo - Winston Churchill, a Fulton, negli Stati Uniti, tiene il celebre discorso della "Cortina di Ferro".
- Aprile - Congresso del Partito Socialista di Unità Proletaria (PSIUP). Spaccatura tra Pietro Nenni e Lelio Basso, favorevoli all'alleanza col PCI, e Giuseppe Saragat, favorevole a un'alleanza con la DC.
- 18 aprile - Viene ufficialmente sciolta la Società delle Nazioni, nata nel 1919. La sua ultima riunione si era svolta nel dicembre 1939, dopo lo scoppio della Seconda guerra mondiale.
- 22 maggio - Nasce il regno di Transgiordania; la corona è affidata all'emiro Abdullah.
- 2 giugno - Italia: Nel referendum prevalgono i voti contro la monarchia (12.717.923 contro 10.719.284)
- 12 giugno - La Lega araba, per porre fine alle divisioni tra i paesi arabi (soprattutto Egitto e il nuovo regno transgiordano) in merito alla questione palestinese, approva la formazione di un Alto Comitato arabo della Palestina, presieduto dal muftì di Gerusalemme Haj Amin al-Husseini, campione di antisionismo e esiliato dai britannici in seguito alla rivolta anti-ebraica di Gerusalemme del 1920. Per la prima volta i paesi arabi riconoscono l'esistenza del problema politico dei Palestinesi.
- 22 giugno - Il nuovo governo provvisorio italiano (ministro della giustizia è Palmiro Togliatti) concede l'amnistia generale per i reati politici. Sono rinviati a giudizio solo i detenuti per gravi reati di sangue.
- 22 luglio - L'Irgun (l'Organizzazione Militare Nazionale del movimento sionista in Palestina) compie un attentato terroristico a Gerusalemme, facendo esplodere una bomba nell'Hotel "King David", quartier generale dell'amministrazione civile e militare inglese; muoiono 90 persone.
- 25 luglio - USA: Dean Martin e Jerry Lewis si esibiscono per la prima volta in coppia
- 22 agosto - In Italia, dal Piemonte a tutto il Nord si allarga la protesta dei gruppi partigiani che non vogliono deporre le armi, in netta opposizione con le decisioni politiche di Roma in merito ai reati politici e al trattamento riservato ai combattenti della Liberazione. Di fronte al rischio di un intervento armato degli Alleati, il PCI e il PSIUP si impegnano a far rientrare la protesta, mentre il governo riconosce alcune richieste.
- 12 ottobre - L'Italia adotta l'Inno di Mameli come inno nazionale
- 8 novembre - Ad Haiphong, nel Vietnam del Sud, scoppia una rivolta contro le truppe francesi. L'incrociatore Suffren apre il fuoco, causando la morte di 6000 persone.
- 22 dicembre - Papa Pio XII, dopo l'affermazione elettorale delle sinistre nella Capitale, si scaglia con esplicita veemenza contro le forze della sinistra e l'Unione Sovietica, "un popolo senza Dio incarnazione dell'Anticristo".
- 26 dicembre - Nasce in Italia, per iniziativa di Giorgio Almirante, il Movimento Sociale Italiano (MSI), che attinge nella sua composizione dai reduci della Repubblica Sociale Italiana di Salò.

Nati


- 5 gennaio - Diane Keaton, attrice statunitense;
- 12 gennaio - George Duke, pianista e tastierista jazz;
- 20 gennaio - David Lynch, regista cinematografico statunitense;
- 22 marzo - Rudy Rucker, matematico, divulgatore e scrittore statunitense;
- 10 aprile - Caterina Caselli cantante italiana;
- 2 maggio - David Suchet, attore britannico
- 5 maggio - Jim Kelly, attore statunitense;
- 22 maggio - George Best - calciatore britannico;
- 31 maggio - Rainer Werner Fassbinder, regista cinematografico tedesco;
- 18 giugno - Fabio Capello, giocatore e allenatore di calcio italiano;
- 6 luglio
  - Sylvester Stallone, attore statunitense;
  - George W. Bush 43° presidente degli Stati Uniti;
- 21 luglio - John Taylor, giocatore di rugby gallese;
- 19 agosto - Bill Clinton, 42° presidente degli Stati Uniti;
- 29 agosto - Bob Beamon, atleta statunitense;
- 5 settembre - Freddie Mercury, cantante inglese;
- 15 settembre - Oliver Stone, regista statunitense;
- 4 ottobre - Francesco Enrico Speroni, politico italiano
- 29 novembre - Silvio Rodríguez, musicista cubano;
- 5 dicembre - José Carreras, tenore;
- 9 dicembre - Sonia Gandhi, italiana, vedova di Rajiv Gandhi, donna politica indiana;
- 12 dicembre - Renzo Zorzi, pilota italiano;
- 24 dicembre - Vittorio Giardino, autore di fumetti italiano;

Morti


- 21 aprile - John Maynard Keynes, economista britannico
- 23 marzo - Gilbert Lewis, chimico statunitense
- 24 marzo - Carl Schuhmann, ginnasta e lottatore tedesco (n.1869)
- 13 agosto - Herbert George Wells, scrittore (n. 1886)
- 16 ottobre - Joachim von Ribbentrop, ministro degli esteri della Germania Nazista
- 10 novembre - Louis Zutter, ginnasta svizzero (n.1856)

Premi Nobel


- per la Pace: Emily Greene Balch, John Raleigh Mott
- per la Letteratura: Hermann Hesse
- per la Medicina: Hermann Joseph Muller
- per la Fisica: Percy Williams Bridgman
- per la Chimica: John Howard Northrop, Wendell Meredith Stanley, James Batcheller Sumner 046 ja:1946年 ko:1946년 ms:1946 simple:1946 th:พ.ศ. 2489

Ugo La Malfa

Ugo La Malfa (Palermo, 16 maggio 1903 - 26 marzo 1979) è un uomo politico italiano.

Biografia (prima del '45)

Trasferitosi a Venezia dopo aver completato gli studi secondari, iscrivendosi a Ca' Foscari alla Facoltà di Scienze diplomatiche e consolari. Fra i suoi docenti, Silvio Trentin e Gino Luzzatto. Fin dagli anni dell'Università ha contatti con il movimento repubblicano di Treviso e con altri gruppi antifascisti. Nel 1924 si trasferisce a Roma. Partecipa alla fondazione dell'Unione goliardica per la libertà. Il 14 giugno del 1925 interviene al primo congresso dell'Unione nazionale democratica fondata da Giovanni Amendola. Il movimento amendoliano è in seguito dichiarato fuori legge: il giovane La Malfa figura nella "Pentarchia" che ha lo scopo di porre in liquidazione il movimento. Si laurea nel 1926 con una tesi dal titolo: Di alcune caratteristiche giuridiche del contratto della giurisdizione, dell'arbitrato, della conciliazione nei diritti intersindacale, interindividuale ed internazionale. Il suo relatore è Francesco Carnelutti. Nel 1926, durante il servizio militare, viene trasferito in Sardegna per aver diffuso la rivista antifascista Pietre. Nel 1928 viene arrestato nel quadro delle retate seguenti all'attentato alla Fiera di Milano. Nel 1929 entra all'Enciclopedia Treccani come redattore: qui lavora sotto la direzione del filosofo Ugo Spirito; nel 1933 viene assunto da Raffaele Mattioli a Milano, nell'ufficio studi della Banca Commerciale Italiana del quale diviene direttore nel 1938. In questi anni lavora intensamente, soprattutto con funzioni di raccordo fra i vari gruppi dell'antifascismo, per costituire una rete che confluisce nel Partito d'Azione, di cui egli sarà uno dei fondatori. Il 1 gennaio 1943 La Malfa e l'avvocato Adolfo Tino riescono a pubblicare il primo numero clandestino de L'Italia Libera; nello stesso anno La Malfa deve lasciare l'Italia per sfuggire ad un arresto della polizia fascista. Trasferitosi a Roma, prende parte alla Resistenza e rappresenta il PdA in seno al CLN.

Dopo il '45

Nel 1945 assume il dicastero dei Trasporti nel governo guidato da Ferruccio Parri. Nel seguente governo Alcide De Gasperi, è nominato ministro per la Ricostruzione e in seguito ministro per il Commercio con l'estero. Nel febbraio del 1946 si tiene il primo congresso del Partito d'Azione, nel quale prevale la corrente filosocialista facente capo a Emilio Lussu: La Malfa e Parri lasciano il partito. A marzo, La Malfa partecipa alla costituzione della Concentrazione democratica repubblicana che si presenta alle elezioni per la Costituente del giugno 1946: La Malfa risulta eletto insieme a Parri. Nel settembre dello stesso anno, incoraggiato da Pacciardi, La Malfa aderisce al Partito Repubblicano Italiano (Pri); si scontra, intorno agli indirizzi politico ed economici della storica formazione, con l'ostilità della vecchia guardia, rappresentata soprattutto da Giovanni Conti. Nel giugno del 1947, dichiara che il partito avrebbe dovuto sostituire al "Mazzini mistico", un "Mazzini concreto". Nello stesso anno assume, insieme con Belloni e Reale, la segreteria provvisoria del Pri. Rieletto parlamentare nel 1948, viene confermato in tutte le successive legislature; è nominato ministro in vari governi. Nel 1950, assume l'incarico di ministro senza portafoglio col compito di procedere alla riorganizzazione dell'IRI. Fondamentale per i destini dell'economia italiana, l'opera da lui portata a termine, nel 1951, in veste di ministro del Commercio estero, per la liberalizzazione degli scambi e per la soppressione dei contingentamenti alle importazioni. Il decreto sulla liberalizzazione apre la strada al "boom" economico italiano. Nel 1952 propone, senza successo, una "Costituente programmatica" tra i partiti laici; dal 1956, insieme al Pri, sostiene l'idea di una riunificazione socialista. Nel 1957 i repubblicani ritirano l'appoggio esterno al governo Segni; Randolfo Pacciardi lascia la direzione del partito. Nel 1959 La Malfa assume la direzione de La Voce Repubblicana. Nel 1962 è nominato ministro del Bilancio nel primo governo di centrosinistra, presieduto da Fanfani con l'astensione socialista. Nel mese di maggio presenta la Nota aggiuntiva, che fornisce una visione generale dell'economia italiana e degli squilibri da cui è caratterizzata, delineando inoltre gli strumenti e gli obiettivi di un regime di programmazione. Deve affrontare l'ostilità dei sindacati e di Confindustria. Nello stesso anno concorre alla decisione del governo di nazionalizzare l'industria elettrica. Nel marzo del 1965 è eletto segretario del Pri in occasione del 29esimo congresso repubblicano. Nel 1966, La Malfa e l' amico di antica data, Giorgio Amendola, comunista, figlio di Giovanni, aprono un dibattito di vasta eco: il leader repubblicano invita la sinistra a lasciare la sua vecchia ortodossia, ponendosi dunque come forza in grado di sviluppare un approccio pragmatico. Nel 1970, dopo la caduta del terzo governo Rumor, La Malfa rifiuta l'invito di Emilio Colombo ad assumere la carica di ministro del Tesoro: per il leader repubblicano il governo non è stato in grado di delineare un piano strategico di finanziamenti per le riforme dell'università, della sanità, dei trasporti e della casa. Nel quarto governo Rumor (1973), La Malfa assume l'incarico di ministro del Tesoro; blocca la strada alla richiesta di aumento del capitale della Finambro, aprendo la strada al fallimento delle banche di Michele Sindona. Nel febbraio dell'anno seguente si dimette dall'incarico a seguito di contrasti col ministro del Bilancio. In dicembre è vicepresidente del quarto governo Moro (bicolore Dc - Pri). Nel 1975 assume la presidenza del Pri; Biasini ne diviene segretario. Nel 1976, vincendo le resistenze della sinistra repubblicana, La Malfa porta il partito nella Federazione dei partiti liberali e democratici europei (attuale ELDR). Nel 1978 la sua azione risulta determinante nella decisione italiana di aderire al Sistema monetario europeo. Nel 1979, è il primo laico ad essere incaricato Presidente del Consiglio ma la formazione del Governo non gli riesce, poco dopo è vicepresidente del governo Giulio Andreotti e ministro del Bilancio. Il 24 marzo è colpito da emorragia cerebrale. Muore il 26 marzo del 1979. La Malfa, Ugo La Malfa, Ugo

Adolfo Omodeo

OMODEO ADOLFO (Palermo 1889 - Napoli 1946) Storico (L'età del risorgimento italiano, 1931; L'opera politica del conte di Cavour, 1942); membro del Partito d'azione e ministro della pubblica istruzione nel governo Badoglio.

Partito Repubblicano Italiano

Fondato il 12 aprile 1895, il Partito Repubblicano Italiano (PRI) è l'unico partito politico italiano che ha mantenuto immutati nome e simbolo fino ad oggi.

Storia dal 1946 ad oggi

Nel settembre 1946, pochi mesi dopo le elezioni per l'Assemblea Costituente, si verifica l'evento che caratterizzerà il partito per tutti gli anni a venire: l'adesione di Ugo La Malfa, già esponente del Partito d'Azione. Nell'aprile del 1947 Ugo La Malfa viene designato a rappresentare l'Italia al Fondo Monetario Internazionale. L'anno seguente è nominato Vicepresidente dell'Istituto.

Le prime elezioni del 1948 e l'alleanza di centro

All'indomani delle elezioni del 1948, con la segreteria di Randolfo Pacciardi, il PRI si sposta al centro. L'alleanza con il centrismo dura fino al 1957, quando i repubblicani ritirano l'appoggio esterno al governo Segni; Randolfo Pacciardi, messo in minoranza, lascia la direzione del partito. Nel 1959 La Malfa assume la direzione de "La Voce Repubblicana". Nel 1965 diventa segretario del partito.

Anni Sessanta e Settanta: la guida di Ugo La Malfa

Dai primi anni Sessanta il PRI rientra stabilmente nella maggioranza di governo. Tale collaborazione andrà in crisi nel 1974, per dissidi in materia di politica economica. In quell'anno, infatti, La Malfa esce col PRI dalla maggioranza per divergenze sulla politica economica col ministro del Bilancio Antonio Giolitti. Il politico siciliano era fautore di una gestione rigorosa della finanza pubblica, basata su scelte capaci di privilegiare gli investimenti piuttosto che le spese. Nei primi mesi del 1979, il Capo dello Stato affida a Ugo La Malfa l'incarico di formare il nuovo governo. Il tentativo non riesce, e il 21 marzo viene varato il quinto governo Andreotti, del quale la Malfa è comunque vicepresidente. Cinque giorni dopo La Malfa muore, colto da un male improvviso. In settembre il Pri elegge Bruno Visentini presidente e Giovanni Spadolini segretario del partito.

Anni Ottanta: Spadolini e la nascita del Pentapartito

Negli anni ottanta Spadolini prima e il figlio di Ugo Giorgio La Malfa poi legano il PRI al Pentapartito, che dal 1983 al 1990 governa l'Italia. Il PRI romperà con la maggioranza nel 1991 in merito alla "Legge Mammì" sulle telecomunicazioni. Gli avvenimenti più importanti degli anni ottanta: Nel giugno 1981 Giovanni Spadolini diventa il primo Presidente laico del Consiglio dei Ministri nella storia repubblicana. Riprendono dopo alcuni anni di chiusura le pubblicazioni de "La Voce Repubblicana", sotto la direzione dello stesso Spadolini. Nel 1983 il PRI raccoglie con Spadolini oltre il 5% dei voti, massimo storico. Nel luglio 1987, all'indomani delle elezioni politiche del 14 giugno, Giovanni Spadolini viene eletto alla carica di presidente del Senato. Il 12 settembre dello stesso anno il Consiglio nazionale elegge il suo successore: è Giorgio La Malfa il nuovo segretario politico del Pri.

Anni Novanta: Giorgio La Malfa segretario

La Malfa porta i Repubblicani all'opposizione, non partecipando al Governo Andreotti VII (1991), facendosi portabandiera della questione morale. Con lo scoppio di Tangentopoli però lo stesso La Malfa risulta indagato, minando così la credibilità della battaglia repubblicana. Nel gennaio 1994 il partito si allea, alle elezioni politiche, con il Patto per l'Italia di Segni e Martinazzoli. L'ipotesi centrista però fallisce a seguito della discesa in campo di Berlusconi.

L'adesione all'Ulivo

Nel 1995 il PRI entra nell'Ulivo. Preso atto della impossibilità di dare vita ad una alternativa centrista, il partito repubblicano, così come il Partito Popolare Italiano, decide di avvicinarsi alle forze di centrosinistra con l'intendimento di creare uno schieramento di unità nazionale che sappia affrontare i problemi del paese. Alle elezioni del 1996, il Pri decide di presentarsi nell'alleanza di centrosinistra e nella quota proporzionale con il Partito popolare, sostenendo la candidatura di Romano Prodi a capo del Governo.

Elezioni politiche del 2001: l'alleanza con Berlusconi

A fine legislatura (dopo cinque anni di governi dell'Ulivo a guida Prodi, D'Alema e Amato) il PRI decide di cambiare schieramento: a gennaio del 2001 si svolge a Bari il XLII Congresso del partito, che decreta l'adesione alla Casa delle Libertà. L'on. Luciana Sbarbati, in aperta polemica con i vertici del PRI per questa decisione, esce dal partito e guida un fronte di scissionisti che daranno vita al Movimento Repubblicani Europei, alleato del centrosinistra e oggi membro della Federazione dell'Ulivo. I risultati del congresso del 2001, in effetti, saranno poi annullati dal Tribunale di Roma nel maggio 2004 per non aver rispettato gli statuti del partito, dando ragione all'on. Sbarbati.

Nuovo leader è Francesco Nucara

Il 6 ottobre 2001 Giorgio La Malfa, dopo 14 anni, lascia la segreteria del partito per assumerne la presidenza. Il consiglio nazionale del partito elegge come nuovo segretario nazionale l'on. Francesco Nucara. Ad ottobre del 2002 il XLIII Congresso nazionale del partito che si svolge a Fiuggi conferma le scelte del congresso di Bari e la collocazione del partito nell'alleanza della CdL. A giugno del 2003, riprendono le pubblicazioni de "La Voce Repubblicana", sotto la direzione di Francesco Nucara. Intanto, il PRI partecipa alla formazione dei governi Berlusconi II e III, rinsaldando la sua alleanza con la Casa delle Libertà e guardando con favore al progetto politico di un partito unico dei moderati che aggreghi tutte le forze del centrodestra. Nell'ottobre 2005, il PRI contesta la nuova legge elettorale, decisa contro il suo avviso, e sembra allontanarsi dalla CdL.

Il PRI alle elezioni politiche


- 1946 (Assemblea Costituente): 4,4% e 23 seggi
- 1948: 2,5% (9 seggi) alla Camera e 2,6% (4 seggi) al Senato :e con Unità Socialista: 2,6% (4 seggi) al Senato
- 1953: 1,6% (5 seggi) alla Camera e 1,1% al Senato
- 1958: con il Partito Radicale: 1,4% (6 seggi) alla Camera e 1,4% al Senato
- 1963: 1,4% (6 seggi) alla Camera e 0,8% al Senato
- 1968: 2,0% (9 seggi) alla Camera e 2,2% (2 seggi) al Senato
- 1972: 2,9% (15 seggi) alla Camera e 3,0% (5 seggi) al Senato
- 1976: 3,1% (14 seggi) alla Camera e 2,7% (6 seggi) al Senato
- 1979: 3,0% (16 seggi) alla Camera e 3,4% (6 seggi) al Senato
- 1983: 5,1% (29 seggi) alla Camera e 4,7% (10 seggi) al Senato
- 1987: 3,7% (21 seggi) alla Camera e 3,9% (8 seggi) al Senato
- 1992: 4,4% (27 seggi) alla Camera e 4,7% (10 seggi) al Senato
- 1994: (un parlamentare eletto, che poi abbandonò il partito)
- 1996: (due deputati e due senatori, poi risucchiati dai DS)
- 2001: (un deputato e un senatore)

Il PRI alle elezioni europee


- 1979: 2,6% e 2 seggi
- 1984: con il PLI: 6,1% e 5 seggi
- 1989: con il PLI e i Federalisti (del Partito Radicale): 4,4% e 4 seggi
- 1994: 0,7% e 1 seggio
- 1999: con la Federazione dei Liberali: 0,5% e 1 seggio :uniti sotto la sigla ELDR (European Liberal Democrat and Reform Party = Partito Europeo dei Liberali Democratici e Riformatori) [http://www.liberali.it/pagine/Elezioni_Europee/index.htm]
- 2004: con I Liberal Sgarbi: 0,7% e nessun seggio

Governi della Repubblica cui ha preso parte il PRI

Negli anni 1947-53 (Governi De Gasperi IV, V, VI e VII) Quattro ministeri: #Carlo Sforza al Ministero degli Affari Esteri fino al Governo De Gasperi VI. Firma il Trattato di pace con gli alleati e contribuisce all’adesione dell’Italia al Piano Marshall, al Patto Atlantico (4 Aprile 1949) e al Consiglio d’Europa (5 Maggio 1949). Conduce i negoziati e firma per l'Italia il 18 Aprile 1951 il trattato istitutivo della Comunità europea del carbone e dell'acciaio (CECA). #Giuseppe Facchinetti al Ministero della Difesa nel Governo De Gasperi IV, sostituito da Rodolfo Pacciardi nel De Gasperi V. #Ugo La Malfa è Ministro senza portafoglio nel Governo De Gasperi VI e Ministro per il Commercio Estero nel De Gasperi VII. Nella terza Legislatura (1953-1958) il PRI offre il suo appoggio esterno. Il PRI rientra nel governo quando diventa chiara l'intenzione della DC di rinunciare all'alleanza con la Destra. Rimarrà nella maggioranza per tutti gli anni sessanta. Governo Fanfani IV (1960-1962) Ugo La Malfa è Ministro del Bilancio e della programmazione economica. Amintore Fanfani e La Malfa lanciano: a) la nazionalizzazione delle industrie elettriche; b) l'imposta cedolare d'acconto (il repubblicano Bruno Visentini ebbe un ruolo importante nella preparazione tecnica di questa imposta); c) la Commissione della programmazione economica. Infine, per affrontare la questione degli squilibri settoriali e territoriali, Ugo La Malfa propone per primo l'avvio di una "politica dei redditi". Governo Rumor IV (1973-74) Ugo La Malfa Ministro del Tesoro (fino al 28/02/1974) Governo Moro IV (novembre 1974-gennaio 1976) Bruno Visentini ministro delle Finanze e Giovanni Spadolini Ministro dei Beni Culturali e Ambientali (primo della storia) Governo Andreotti V (marzo-aprile 1979) Ugo La Malfa Vicepresidente del Consiglio e Ministro del Bilancio. Dopo la sua scomparsa (26/3/1979) è sostituito al Bilancio da Bruno Visentini. Giovanni Spadolini Ministro dell'Istruzione (primo non DC della storia) Governi Spadolini I e Spadolini II (1981-1982) Il primo governo della Repubblica non guidato dalla DC. Governi Craxi I e Craxi II (1983-1987) Bruno Visentini ministro delle Finanze Giovanni Spadolini Ministro della Difesa Governo Andreotti VI (luglio 1989-marzo1991) Tre ministeri: Riforme istituzionali, con Antonio Maccanico, Industria, con Adolfo Battaglia, Poste e telecomunicazioni con Oscar Mammì. Governo Dini (gennaio 1995-maggio 1996) Guglielmo Negri sottosegretario alla Presidenza per i rapporti con il parlamento. Governo Berlusconi II (11 Giugno 2001-20 Aprile 2005) Francesco Nucara, sottosegretario al Ministero dell'Ambiente. Governo Berlusconi III Giorgio La Malfa, Ministro senza portafoglio alle Politiche comunitarie.

Segretari

dal 1945:
- Randolfo Pacciardi (maggio 1945)
- Oronzo Reale (febbraio 1949)
- Oddo Biasini, Claudio Salmoni ed Emanuele Terrana, segreteria collegiale (giugno 1964)
- Ugo La Malfa (marzo 1965)
- Oddo Biasini (marzo 1975)
- Giovanni Spadolini (settembre 1979)
- Giorgio La Malfa (aprile 1987)
- Giorgio Bogi, vice-segretario reggente (febbraio 1993)
- Giorgio La Malfa (gennaio 1994)
- Francesco Nucara (ottobre 2001)

Congressi


- I Congresso - Bologna, 1° novembre 1895
- II Congresso - Firenze, 27-29 maggio 1897
- III Congresso - Lugano, 8-9 settembre 1899
- IV Congresso - Firenze-Rifredi, 1-3 novembre 1900
- V Congresso - Ancona, 19 febbraio 1901
- VI Congresso - Pisa, 6-8 ottobre 1902
- VII Congresso - Forlì, 3-5 ottobre 1903
- VIII Congresso - Genova, 22-24 giugno 1905
- IX Congresso - Roma, 3-5 maggio 1908
- X Congresso - Firenze, 9 -11 aprile 1910
- XI Congresso - Ancona, 18-20 maggio 1912
- XII Congresso - Bologna, 16-18 maggio 1914
- XIII Congresso - Roma, 13-15 dicembre 1919
- XIV Congresso - Ancona, 25-27 settembre 1920
- XV Congresso - Trieste, 22-25 aprile 1922
- XVI Congresso - Roma, 16-18 dicembre 1922
- XVII Congresso - Milano, 9-10 maggio 1925
- I congressi dell'esilio (senza numerazione):
  - Lione, 30 giugno - 1° luglio 1928
  - Parigi, 29-30 giugno 1929
  - Annemasse, 28-29 marzo 1931
  - St. Louis, 27-28 maggio 1932
  - Parigi, 23-24 aprile 1933
  - Lione, 24-25 marzo 1934
  - Parigi, 3 febbraio 1935
  - Parigi, 11-12 giugno 1938
  - Portsmouth, 9-10 ottobre 1943
- Congresso clandestino dell'Alta Italia
  - Milano, 5 dicembre 1943
- XVIII Congresso - Roma, 9-11 febbraio 1946
- XIX Congresso - Bologna, 17-20 gennaio 1947
- XX Congresso - Napoli, 16-18 febbraio 1948
- XXI Congresso - Roma, 5-8 febbraio 1949
- XXII Congresso - Livorno, 18-21 maggio 1950
- XXIII Congresso - Bari, 6-8 marzo 1952
- XXIV Congresso - Firenze, 29 aprile - 2 maggio 1954
- XXV Congresso - Roma, 16-19 marzo 1956
- XXVI Congresso - Firenze, 20-23 novembre 1958
- XXVII Congresso - Bologna, 3-6 marzo 1960
- XXVIII Congresso - Livorno, 31 maggio - 3 giugno 1962
- XXIX Congresso - Roma, 25 -29 marzo 1965
- XXX Congresso - Milano, 7-10 novembre 1968
- XXXI Congresso - Firenze, 11-14 novembre 1971
- XXXII Congresso - Genova, 27 febbraio - 2 marzo 1975
- XXXIII Congresso - Roma, 14 -18 giugno 1978
- XXXIV Congresso - Roma, 22-25 maggio 1981
- XXXV Congresso - Milano, 27-30 aprile 1984
- XXXVI Congresso - Firenze, 22-26 aprile 1987
- XXXVII Congresso - Rimini, 11-15 maggio 1989
- XXXVIII Congresso - Carrara, 11-14 novembre 1992
- XXXIX Congresso - Roma, 4-6 marzo 1995
- XXXX Congresso - Roma, 9-11 aprile 1999
- XLI Congresso - Chianciano, 28-30 gennaio 2000
- XLII Congresso - Bari, 26-28 gennaio 2001
- XLIII Congresso - Fiuggi, 25-27 ottobre 2002 Categoria:Partiti politici italiani (presente)

1947

Eventi

Gennaio


- 1 gennaio - Fusione delle zone di occupazione inglese e americana in Germania: nasce la "bizona".
- 3-16 gennaio - Viaggio ufficiale del Presidente del Consiglio De Gasperi negli USA. L'Italia ottiene un prestito di 100 milioni di dollari.
- 9-13 gennaio - Al XXV Congresso straordinario del PSIUP, svoltosi a Roma, la minoranza, raccolta attorno a Saragat, esce dal partito e fonda il Partito socialista dei lavoratori italiani (Psli). Il PSIUP torna all'antica denominazione di Partito socialista italiano (PSI).
- 16 gennaio Francia - Vincent Auriol è il primo Presidente della IV Repubblica. Gli alleati consegnano all'Italia il Trattato di pace. Le condizioni sono piuttosto punitive: perdita di parte del territorio nazionale e rinuncia della flotta. L'Italia lo ratificherà non senza polemiche tra le forze politiche. Il Trattato entrerà in vigore il 15 settembre.
- 19 gennaio Polonia - Le prime elezioni politiche generali del dopoguerra danno la vittoria, con l'80 per cento dei voti, al Blocco del Popolo formato dai quattro partiti di sinistra. I partiti di destra sconfitti denunciano gravi violenze.
- 20 gennaio - Alcide De Gasperi presenta le dimissioni del governo. Il suo secondo gabinetto era entrato in carica il 13 luglio 1946.

Febbraio


- La Polaroid lancia sul mercato la macchina fotografica "95". Nasce la fotografia istantanea: per la prima volta le immagini sono visibili in un minuto.
- 2 febbraio - Giura il terzo governo De Gasperi, formato da esponenti dei tre maggiori partiti italiani - DC, PCI e PSI - più l'indipendente Carlo Sforza agli Esteri.
- 10 febbraio - Firmati a Parigi i trattati di pace delle potenze vincitrici con l'Ungheria, la Romania, la Bulgaria, la Finlandia e l'Italia. Quest'ultima cede l'Istria, Fiume e Zara alla Jugoslavia; l'isola di Rodi e il Dodecaneso alla Grecia; Briga e Tenda alla Francia. Il Territorio libero di Trieste viene diviso in due zone: A (controllata da inglesi e americani) e B (occupata dagli jugoslavi).
- 17 febbraio - "Voice of America", organo radiofonico ufficiale del governo degli Stati Uniti, inizia le sue trasmissioni di propaganda all'interno dell'Unione Sovietica.
- 18 febbraio - La Gran Bretagna rimette all'ONU la soluzione del problema palestinese.

Marzo


- Inizia la sua attività ufficiale l'FMI (Fondo monetario internazionale). Il 15 marzo l'Italia aderisce agli accordi monetari di Bretton Woods (USA).
- 4 marzo Alle 7,45 viene eseguita a Torino l'ultima sentenza di morte pronunciata in Italia. Sono condannati alla pena capitale (per fucilazione) tre malviventi autori di una strage: 10 persone uccise a bastonate per rapina a Villarbasse (Torino). Il quarto assassino è invece riuscito a fuggire. La pena di morte verrà abolita il 15 aprile con l'approvazione dell'art. 27 della Costituzione. Contro l'eventualità di una nuova aggressione tedesca, Francia e Gran Bretagna stringono l'alleanza cinquantennale di Dunkerque.
- 12 marzo - Il presidente Harry Truman enuncia ufficialmente la dottrina politica che prenderà il suo nome: difesa dei popoli liberi e contenimento del comunismo nel mondo.
- 21 marzo - Stipulato tra Italia e Francia un accordo che prevede l'emigrazione di 200.000 lavoratori italiani entro il 1948.
- 31 marzo - La Spagna si proclama stato monarchico con la reggenza di Francisco Franco.

Aprile


- 2 aprile - Si conclude a Nuova Delhi la prima conferenza panasiatica promossa da Pandit Nehru. Vi hanno preso parte una trentina di Paesi. L'India persegue una politica estera molto attiva a favore del neutralismo con l'obiettivo di candidarsi alla guida dei paesi asiatici.
- 14 aprile Francia - Charles de Gaulle fonda un nuovo partito, il Rassemblement du Peuple Francais (RPF). Alle amministrative del 26 ottobre otterrà un successo clamoroso.
- 16 aprile - Stati Uniti - L'espressione guerra fredda viene coniata dal finanziere Bernard Baruch. Verrà resa di uso corrente dal giornalista Walter Lippman.
- 24 aprile Si conclude la Conferenza di Mosca, dopo sei settimane di lavori. Sul problema della Germania si consuma una nuova e definitiva rottura tra sovietici e potenze occidentali. Si delineano i due "blocchi" contrapposti.

Maggio


- 1 maggio - A Portella delle Ginestre, presso Palermo, una folla di contadini partecipa a un comizio sindacale per la festa del lavoro. La banda di Salvatore Giuliano accerchia i lavoratori ed apre il fuoco, causando 11 morti e 71 feriti.
- 3 maggio Giappone - Viene approvata la nuova Costituzione, voluta dal generale MacArthur e impostata sul modello americano.
- 13 maggio Alcide De Gasperi annuncia le dimissioni. La formula del governo unitario dei tre partiti maggiori è andata in crisi, la DC si prepara a costituire un nuovo governo senza il PCI.
- 14 maggio A Milano Paolo Grassi fonda il Piccolo Teatro, con Giorgio Strehler neodirettore. La prima opera messa in scena è L'albero dei poveri di Maksim Gorkij.
- 19 maggio L'Italia chiede ufficialmente di entrare a far parte delle Nazioni Unite.
- 22 maggio Forti pressioni su Grecia e Turchia. L'Unione Sovietica stringe accordi con le forze di sinistra, specialmente in Grecia. In questa data, gli Stati Uniti assegnano un prestito di 400 milioni di dollari di aiuti militari ed economici a favore dei governi dei due paesi (rispettivamente 300 e 100 milioni).

Giugno


- 1 giugno Giura il IV gabinetto De Gasperi. La coalizione politica è formata da: DC - PLI - PSLI - PRI. Otterrà la fiducia il 21 giugno.
- Il Segretario di Stato USA, generale George Marshall, annuncia il suo piano economico di aiuti (noto come "Piano Marshall") per la ricostruzione dell'Europa. È la controparte economica della dottrina Truman.
- 24 giugno - Primo avvistamento conosciuto di un UFO: Kenneth Arnold, volando sopra lo stato di Washington, nota nove dischi luminosi a forma di vassoio.
- 25 giugno - Sono introdotte nel mercato le scarpe da tennis.
- 27 giugno - Avvio a Parigi (a porte chiuse) della Conferenza anglo-franco-sovietica sul Piano Marshall. Si concluderà il 2 luglio col rifiuto di Mosca delle proposte di Londra e Parigi.

Luglio


- 8 luglio Stati Uniti - Il quotidiano locale Roswell Daily Record riporta che a Roswell, nel Nuovo Messico, il 509º Gruppo Bombardieri avrebbe catturato un oggetto volante non identificato. Nasce cosi il "caso Roswell", dove un UFO si sarebbe schiantato al suolo e le parti recuperate sarebbero state portate alla base aerea di Wright Petterson.
- 16 luglio - Una barca che portava in gita 81 bambini tra i 4 e i 10 anni affonda all'isolotto della Gallinara, di fronte ad Albenga (Savona). Muoiono 43 bambini.
- 18 luglio - Navi da guerra inglesi catturano lExodus 1947, imbarcazione che trasporta 4554 ex profughi ebrei sopravvissuti ai lager nazisti verso la Terra promessa. La vicenda si concluderà il 9 settembre con lo sbarco forzato di quasi tutti i passeggeri ad Amburgo.
- 20 luglio - Truppe olandesi cominciano in Indonesia vaste operazioni militari contro i nazionalisti di Giava e Sumatra. Intervento dell'ONU.
- 26 luglio Stati Uniti - Nell'ambito di una generale riorganizzazione degli alti comandi federali, il presidente Truman firma l'atto di nascita della Central Intelligence Agency (CIA), ridandole le funzioni esercitate dal vecchio Ufficio dei Servizi Strategici (OSS), cioè analisi dei fatti e direzioni delle operazioni segrete;

Agosto


- 1 agosto Italia - Il governo svaluta la lira del 55%, stabilendo un cambio ufficiale di 350 lire per un dollaro.
- 15 agosto - L'India proclama la propria indipendenza. Primo ministro è il Pandit Nehru. Nasce contemporaneamente la Repubblica del Pakistan. Stragi di indù e musulmani nel Punjab e nel Bengala.
- 16 agosto Bulgaria - Nikola Petkov, leader delle forze del centro-sinistra, viene processato per "tradimento" e condannato a morte. Lo impiccheranno il 23 settembre.
- 21 agosto - L'URSS oppone il primo di una lunga serie di veti all'ingresso dell'Italia fra le Nazioni Unite dopo che il Consiglio di Sicurezza ha respinto le domande d'ammissioni ungheresi, rumena e bulgara.
- 28 agosto Spagna - Muore incornato da un toro nell'arena Manuel Rodriguez Sanchez detto Manolete, uno dei più celebri matador del suo tempo.
- 31 agosto Ungheria - I Partito comunista, preparatosi il terreno con spregiudicate manovre politiche, vince le elezioni generali assicurandosi circa il 30% dei suffragi. Lo stesso giorno l'ONU propone la divisione della Palestina in due stati, una arabo e uno ebraico, sotto controllo internazionale.

Settembre


- In Italia, alcuni industriali del nord (Pirelli, Piaggio, Costa, Valletta e Falk) finanziano un fondo per la lotta al comunismo.
- 21-27 settembre - In reazione al Piano Marshall, l'URSS crea il Cominform, un organismo di coordinamento e direzione dei partiti comunisti europei che sostituisce la vecchia Terza internazionale (il Comintern) fondata da Lenin nel 1919 e sciolta nel 1943. Nei mesi precedenti, il blocco socialista aveva rifiutato il Piano Marshall e Mosca aveva obbligato la Polonia e la Cecoslovacchia a rifiutare gli aiuti occidentali. Questi due Paesi, che non erano guidati da partiti socialisti, subiranno il colpo di stato l'anno successivo.

Ottobre


- 14 ottobre - Primo volo supersonico in California del Bell X-1, pilotato da Charles Yeager.
- 19-21 ottobre - Per decisione del suo Comitato centrale, le residue forze del Partito D'Azione si dissolvono nel PSI.
- 26 ottobre Fausto Coppi conclude alla grande la sua trionfale stagione vincendo il Giro di Lombardia. Il ciclista si era imposto anche al Giro d'Italia ed al Campionato italiano. Nell'annata agonistica era giunto primo al traguardo 10 volte.
- 29 ottobre Ratifica dell'unione doganale tra Belgio, Olanda e Lussemburgo (Benelux), che entrerà in vigore il 1° gennaio 1948.

Novembre


- 7 novembre - La direzione del PSI propone di formare un "raggruppamento di tutte le forze democratiche per la lotta della sinistra contro la destra". È il primo passo verso la costituzione del Fronte Democratico Popolare.
- 9 novembre Thailandia - Colpo di stato ed instaurazione della dittatura militare.
- 20 novembre - Regno Unito - La principessa Elisabetta di Windsor (erede al trono britannico) e Filippo Mountbatten, Duca di Edinburgo, si uniscono in matrimonio.
- 27 novembre - Per combattere il mercato nero dei dollari il governo svaluta la lira del 68%.
- 28 novembre - Scioperi e manifestazioni popolari in tutte le regioni italiane. Numerosi scontri con le forze dell'ordine. A Milano il governo rimuove il prefetto Ettore Troilo, uno degli ultimi capi partigiani. Migliaia di operai comunisti, agli ordini di Giancarlo Pajetta, occupano la prefettura in segno di protesta.
- 29 novembre - L'Assemblea generale dell'ONU vota la spartizione della Palestina tra arabi ed ebrei. Immediate reazioni arabe. Il sindaco di Nablus incita alla "guerra santa" contro gli ebrei palestinesi.

Dicembre


- 8-17 dicembre - Riunione al Cairo dei capi di stato della Lega araba: si organizza la lotta contro la spartizione della Palestina.
- 12 dicembre - Sciopero generale contro la disoccupazione in Italia.
- 14 dicembre - Entrano nel IV governo De Gasperi il PRI ed il PSDI. È il primo atto della lunga stagione del quadripartito (DC - PRI - PLI - PSDI).
- 22 dicembre - Italia: l'Assemblea Costituente approva la Costituzione della Repubblica Italiana con 453 voti favorevoli e 62 contrari.
- 28 dicembre - PCI, PSI ed altri gruppi di sinistra danno vita al Fronte Democratico Popolare.
- 30 dicembre Romania - Re Michele, 26 anni, firma l'atto di rinuncia al trono e si reca in esilio. Viene proclamata la Repubblica popolare.

Nati


- 18 gennaio - Takeshi Kitano, regista, scrittore e attore giapponese
- 24 gennaio - Warren Zevon, cantante statunitense
- 16 aprile - Kareem Abdul-Jabbar, cestista statunitense
- 19 aprile - Murray Perahia, pianista e direttore d'orchestra statunitense
- 25 aprile - Johann Cruyff, calciatore olandese
- 2 maggio - Giorgio Cagnotto, tuffatore italiano
- 21 giugno - Michael Gross, attore statunitense
- 26 giugno - Alfredo Castelli, autore di fumetti italiano
- 12 luglio - Gareth Edwards, rugbysta gallese
- 20 luglio - Carlos Santana, chitarrista cantante messicano
- 30 luglio - Arnold Schwarzenegger, attore austriaco
- 8 settembre - Halldór Ásgrímsson, politico islandese
- 14 ottobre - Rikky von Opel, pilota automobilistico statunitense
- 6 ottobre - Klaus Dibiasi, tuffatore italiano
- 24 ottobre - Kevin Kline, attore statunitense
- 12 novembre - Patrice Leconte, regista francese

Morti


- Luigi Barzini Senior, giornalista italiano
- 23 gennaio - Pierre Bonnard, pittore francese (n. 1867)
- 5 marzo - Alfredo Casella, compositore italiano (n. 1883)
- 7 aprile - Henry Ford, industriale americano
- 29 aprile - Irving Fisher, economista americano
- 13 giugno - Albert Marquet pittore francese (n. 1875)
- 3 ottobre - Max Planck, fisico tedesco
- 28 dicembre - Vittorio Emanuele III, ex re d'Italia
- 30 dicembre - Alfred North Whitehead, filosofo e matematico inglese

Premi Nobel


- per la Pace: The American Friends Service Committee, The Friends Service Council
- per la Letteratura: Andre Paul Guillaume Gide
- per la Medicina: Carl Ferdinand Cori, Gerty Theresa Cori, Bernardo Alberto Houssay
- per la Fisica: Edward Victor Appleton
- per la Chimica: Robert Robinson 047 ja:1947年 ko:1947년 ms:1947 simple:1947 th:พ.ศ. 2490


Francesco De Martino

Francesco De Martino (Napoli, 31 maggio 1907 - Napoli, 18 novembre 2002), uomo politico italiano, deputato e Senatore a vita (dal 1991, nominato da Francesco Cossiga). Ha fatto parte del Partito Socialista Italiano di cui fu anche Segretario. De Martino, Francesco De Martino, Francesco

Vittorio Foa

Vittorio Foa (Torino, 18 settembre 1910) è stato un uomo politico italiano.

Biografia

Nacque da una famiglia ebraica (per parte di padre), nipote di un rabbino. Nel 1926, mentre era impiegato di banca, subì l'influenza politica di Giovanni Giolitti. Nel 1930 divenne ufficiale di complemento dell'esercito fascista nel reggimento di re Umberto II col quale ebbe un'amicizia. Si laureò in Giurisprudenza nel 1931 all'Università di Torino. Nel 1933 entrò in Giustizia e Libertà, movimento politico antifascista. Il 15 maggio 1935, all'età di 25 anni, venne arrestato a Torino su segnalazione di un confidente dell'OVRA, quindi denunciato al Tribunale Speciale Fascista, che lo condannò a 15 anni di reclusione (nel 1936) per attività antifascista. Condivise la stessa cella con Ernesto Rossi, Massimo Mila e Riccardo Bauer, e nel frattempo sposò il liberalismo di Benedetto Croce. Dopo essere uscito dal carcere nell'agosto 1943, nel settembre dello stesso anno entrò nel Partito d'Azione (PdA), di cui divenne segretario assieme a Ugo La Malfa, Emilio Lussu, Altiero Spinelli e Oronzo Reale (1945), e per cui fu rappresentante nel Comitato di Liberazione Nazionale (CLN), prendendo dunque parte alla Resistenza. All'Assemblea costituente, il 2 giugno 1946, fu eletto deputato del PdA, e dopo lo scioglimento di quest'ultimo nel 1947, alla fine dello stesso anno passò al Partito Socialista Italiano (PSI), per cui fu dirigente nazionale e, per tre legislature (1953-1968), deputato. Il 1948 fu l'anno in cui Foa entrò nella FIOM nazionale; nell'ottobre 1949 entrò nella Segreteria nazionale della CGIL di Giuseppe Di Vittorio, come vicesegretario responsabile dell'Ufficio studi, e nel 1955 fu segretario nazionale della FIOM. Dopo una collaborazione iniziale nel 1959 con la nascente rivista Passato e presente (nata intorno ad Antonio Giolitti e diretta da Carlo Ripa di Meana), Foa divenne uno dei massimi teorici della linea politica dell'Autonomia Operaia, e scrisse fra l'altro nel 1961 l'editoriale del primo numero della rivista di Raniero Panzieri, Quaderni rossi, legata a quest'area. Nel 1964, da una scissione a sinistra del PSI, nacque il Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria (PSIUP), di cui Foa fu un dirigente nazionale. Nel 1966-1968 cominciò a collaborare con La Sinistra (giornale nato attorno a Silverio Corvisieri, Augusto Illuminati, Giulio Savelli e Lucio Colletti) e nel 1969 con Il Manifesto, rivista mensile omonima del gruppo politico originatosi da una scissione a sinistra del PCI. Per qualche tempo Foa fu membro della direzione del giornale, ma nel 1970 si dimise dalla CGIL e uscì dallo PSIUP, ritirandosi brevemente a vita privata. A seguito però della sconfitta elettorale dello stesso PSIUP nel 1972 e al suo scioglimento (il 16 luglio), Foa diede vita con diversi socialisti toscani (Silvano Miniati, Guido Biondi, Mario Brunetti, Aristeo Biancolini, Pino Ferraris, Daniele Protti, Dante Rossi e i sindacalisti Elio Giovannini, Antonio Lettieri e Gastone Sclavi) al Nuovo PSIUP; quest'ultimo però nel novembre '72 contribuì, con la sinistra del Movimento Politico dei Lavoratori (MPL) alla creazione del Partito di Unità Proletaria (PdUP), di cui divenne dirigente nazionale. L'idea di Foa era quella di creare una forza politica che orientasse i gruppi rivoluzionari verso una prospettiva di "governo delle sinistre" distogliendole da una prospettiva rivoluzionaria. Nel luglio 1974 il PdUP si unificò al gruppo de Il manifesto e nacque il PdUP per il comunismo: Foa fece parte, con Silvano Miniati, della sinistra del nuovo partito (circa il 44%). Col PdUP prese parte alla promozione della lista unica della nuova sinistra, Democrazia Proletaria (DP), avvenuta nel 1975-76: per questo cartello elettorale fu eletto nelle circoscrizioni di Torino e Napoli ma rinunciò a favore di Silverio Corvisieri (Avanguardia Operaia) e Mimmo Pinto (Lotta Continua). Nel 1977 iniziò anche a scrivere nel Quotidiano dei lavoratori, giornale di AO, mentre sua moglie intraprese la militanza in LC. Il '77 fu l'anno in cui il PdUP perse la corrente ex-PSIUP (assieme alle cosiddette Federazioni unitarie e all'area sindacale di Giovannini) che prese parte alla costituente partitica di Democrazia Proletaria (DP), mentre il partito rimase in mano alla componente de Il Manifesto. Foa in seguito ricominciò nuovamente ad allontanarsi dalla vita politica: il suo ultimo intervento ufficiale fu alla commissione del Congresso di DP (gennaio 1980). Promise di non parlare né scrivere più di politica per almeno quattro anni, e preferì dedicarsi all'insegnamento dopo aver accettato la cattedra di Storia contemporanea nelle università di Modena e Torino. Il 15 giugno 1987 venne eletto senatore come indipendente nelle liste del PCI, pur non essendo mai stato comunista. Nel PCI rimase anche quando si trasformò in Partito Democratico della Sinistra (PDS). Sostenne anche la Guerra del Golfo. Recentemente ha anche ricevuto gli auguri per i suoi 95 anni dal Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi.

Bibliografia essenziale


- La Gerusalemme rimandata (1985)
- Il Cavallo e la Torre (1991)
- Le virtù della Repubblica (1994)
- Del disordine e della libertà (1995)
- Questo novecento (1996)
- Le lettere della giovinezza (1998)
- Lavori in corso (1999)
- Il tempo del sapere (2000)
- Passaggi (2000)

Collegamenti esterni


- [http://spazioinwind.libero.it/nb/vittoriofoa/index.html Il sito di Vittorio Foa] Foa, Vittorio Foa, Vittorio

Emilio Lussu

Emilio Lussu (Armungia, Cagliari, 1890 - Roma 1975) fu un ufficiale di fanteria, uno scrittore ed un politico italiano.

Lussu e la Grande Guerra

Laureatosi in giurisprudenza nel 1914, Lussu si schierò con gli interventisti, com'erano chiamati coloro che premevano perché l'Italia entrasse nella prima guerra mondiale. Vi prese parte direttamente, come ufficiale di complemento nella Brigata Sassari, il glorioso corpo di fanteria (oggi meccanizzata) composto di soli militari ed ufficiali sardi. Nel 1916 la Brigata fu inviata sulle colline intorno ad Asiago per creare un fronte che resistesse a qualunque costo alla discesa degli Austriaci verso Vicenza e Verona; le vittorie dei sardi nei primi scontri furono seguite da un potente contr'attacco che li vide impegnati sino al luglio dell'anno successivo, sul Monte Zebio e nei pressi di Castelgomberto, in una sfiancante e sanguinosa lotta che, più che per avanzare, si conduceva per la tenuta delle posizioni. Era del resto questa la vera guerra di trincea, quella nella quale il nemico era colpito con la baionetta e la daga, più che con le (costose) pallottole, ed era la guerra di una truppa gestita dai suoi distanti generali con modi ed intenzioni che oggi apparirebbero intollerabili. Questa esperienza ispirò al Lussu il capolavoro per il quale è principalmente noto, Un anno sull'Altipiano, scritto nel 1938; si tratta di una importantissima memoria, di un prezioso documento sulla vita dei soldati italiani in trincea che, per la prima volta nella letteratura italiana, descrive l'irrazionalità e il non-senso della guerra, della gerarchia e della esasperata disciplina militare in uso al tempo. Dotato di un algido razionalismo, l'autore poté lucidamente dimostrare nel suo scritto la profonda differenza fra ciò che davvero accadeva ai soldati e quanto invece ne conosceva l'opinione pubblica; dipinse in tutti i suoi drammatici aspetti quanto fosse inutilmente crudele la disciplina militare applicata a poveri contadini analfabeti e quanto infondato fosse il rispetto dovuto ai generali ed agli ufficiali superiori, i quali avevano ed applicavano eccesso di arbitrio. In un brano di notevole efficacia, descrisse il silenzioso terrore dei momenti che precedevano l'attacco, il drammatico abbandono della "sicura" trincea per proiettarsi verso un ignoto, rischioso, indefinito mondo esterno: tutte le mitragliatrici ci stanno aspettando". Si è detto che l'opera stia costantemente guadagnando modernità, se non proprio attualità, e che il suo contenuto stia con pari costanza guadagnando comprensibilità e condivisibilità man mano che la comune considerazione della guerra evolve nel senso di generale riprovazione. Effettivamente, molti dei concetti espressi nel libro hanno trovato postumo suffragio in noti movimenti culturali, ideologie politiche e sentimenti popolari di epoche successive, specialmente dopo la seconda guerra mondiale ed altri conflitti minori. Al libro sono stati attribuiti molti significati politici, talora per meri fini strumentali, ma essenzialmente è scritto in forma di "reportage", a mezza via fra il resoconto giornalistico ed un racconto in termini familiari; le riflessioni contenute o suggerite sono piuttosto ad un livello morale o filosofico. Essendo stato prima della stesura dell'opera un interventista ed un rivoluzionario (fece parte del movimento clandestino Giustizia e libertà), Lussu sembrò in qualche modo compiere un'inversione di marcia r